Il mio mondo equestre




L’equitazione è uno sport di coppia, il binomio è uomo-cavallo.
La prima volta che vidi un cavallo ne ebbi paura, ma mio padre non si arrese e un giorno mi mise sulla sella di un docile cavallo:
Poldo, con lui nacque un forte feeling.
Iniziai ad innamorarmene così tanto che ogni oggetto come: cuscino, zaino, quaderno insomma ogni cosa che mi appartenesse raffigurava Poldo.
All’età di 7 anni feci la mia prima gara, durò 3 giorni, montai Tornado, un pony maschio molto vivace, con lui vinsi tutti e tre le gare arrivando primo.
Con il passare del tempo continuai a lavorare e lavorare, miglioravo sempre di più fino a quando inizia a montare due cavalli: Poldo e Tornado.
Ricordo ancora la mia prima caduta: montavo Poldo, ero al galoppo diretto verso il primo ostacolo, gambe strette,
talloni rivolti verso il basso e sguardo in avanti, era tutto perfetto, la distanza tra me e l’ostacolo diminuiva sempre di più,
sempre di più, 3-2-1 e…… Poldo rifiutò il salto, frenò bruscamente, abbassò il collo e volai in aria, superai l’ostacolo e caddi a terra,
lui inziò a galoppare per tutto il campo, fece 3 giri e poi si fermò accanto a me, si avvicinò piano, abbassò la testa,
si fece accarezzare e ci ritrovammo testa-muso, quello è da sempre il nostro modo per parlarci.
Dopo averlo tranquillizzato salii e riprovai a fare l’ostacolo, questa volta saltammo tranquillamente.
Ora ho 14 anni e Poldo mi riconosce da lontano, quando mi avvicino cerca nella mia mano gli zuccherini, abbassa la testa, alza le orecchie,
si fa accarezzare: è il momento delle coccole.
Con lui riesco a parlare, anche se non può rispondere con la voce, ascolta e risponde con gli occhi e con il corpo,
se gli interessa mi guarda, se non gli interessa va via.
Con l’attuale situazione sanitaria che la nazione sta vivendo non ci vediamo da un po', mi manca tanto e spero di rivederlo presto.





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